Salute · Vertigini
Migliaia di donne over 50 fanno risonanza, ecodoppler e visita, escono con un referto pulito e una pastiglia, e dopo qualche settimana il giro torna. Il motivo, 8 volte su 10, è meccanico: un cristallo grande come un granello di sabbia, fuori posto. E si vede da tre segni precisi.
Succede quasi sempre così. Una mattina ti giri sul cuscino e la stanza parte. Dura pochi secondi, poi passa, e ti lascia con la nausea e con una paura nuova: e se torna?
Vai dal medico, fai la risonanza, l'ecodoppler, la visita dall'otorino. Risultato: «tutto nella norma». Ti danno una pastiglia. Il giro si abbassa — e dopo qualche settimana torna.
In Italia lo chiamiamo «labirintite». Ma quando il giro parte con un movimento della testa e dura secondi, 8 volte su 10 non è un'infiammazione: è un problema meccanico. E i problemi meccanici hanno soluzioni meccaniche.
Nell'orecchio interno ci sono dei microcristalli di calcio — gli otoliti, i «sassolini». Servono a sentire la gravità. Con gli anni, dopo un colpo alla testa, o anche senza motivo, qualcuno si stacca e finisce in uno dei tre canali che misurano la rotazione della testa.
Da quel momento, ogni volta che la testa cambia inclinazione, i sassolini rotolano e mandano al cervello un segnale falso: stai girando. Il cervello ci crede. E la stanza gira. Il nome medico è vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): la causa più frequente di vertigine in assoluto, soprattutto nelle donne dopo i 50 anni.1
Un esame per immagini cerca lesioni, infiammazioni, masse. Un granello di calcio che rotola in un canale non è nessuna di queste cose: non compare. Per questo il referto dice «nella norma» e il giro c'è lo stesso.
Chi si riconosce in due su tre ha, con ogni probabilità, un sassolino fuori posto. Non ansia. Non cervicale.
I farmaci per la vertigine sono «soppressori vestibolari»: abbassano il volume del segnale che arriva al cervello. Utili per passare la giornata — ma il sassolino resta esattamente dove sta. Per questo il giro torna, e a ogni ricaduta la paura cresce.
La soluzione esiste dal 1992 e si chiama manovra di riposizionamento: una sequenza di posizioni della testa, con tempi precisi, che usa la gravità per riportare i sassolini nella loro sede.2 È quella che fa l'otorino nel suo studio. Negli studi clinici funziona in oltre il 90% dei casi, spesso in una sola seduta. E nel 2004 uno studio su Neurology l'ha fatta fare a casa, da soli, con istruzioni scritte: a una settimana il giro era risolto in 95 casi su 100.3
Tra il sintomo e la manovra, in Italia, ci sono mesi. La visita con l'impegnativa arriva tardi; molti otorini prescrivono la pastiglia e basta; e quando il giro torna, tocca ricominciare da capo.
Su internet i video della manovra ci sono. Ma farla da sole ha tre ostacoli, e li dicono tutte con le stesse parole: non so da che lato, ho paura di sbagliare i tempi, e se il giro mi prende a metà? La manovra va fatta dal lato del canale giusto, con angoli e secondi esatti, e con qualcuno che ti dica cosa fare se la stanza parte mentre sei sdraiata.
Succede, ed è comprensibile: quello che viene sconsigliato, di solito, è farla a occhio — senza sapere il lato, o forzando un collo rigido. Le linee guida internazionali del 2017 indicano le manovre di riposizionamento come trattamento di prima scelta della VPPB del canale posteriore, e sconsigliano i soppressori vestibolari come terapia di routine.1 La differenza la fanno il lato giusto, i tempi giusti, e una variante a escursione ridotta per chi ha la cervicale rigida.
Se sei arrivata qui perché tua madre «dorme da anni su un lato solo», la cosa più utile che puoi fare è semplice: leggere questa nota insieme a lei, e portare dal suo medico la scheda di una pagina con le fonti e le controindicazioni (in fondo). La manovra si fa anche con una figlia accanto — o al telefono.
Negli ultimi mesi è nato un programma educativo italiano, il Metodo Terraferma, che prende esattamente questi tre ostacoli e li chiude: un test di due minuti indica il lato da cui parte il giro; una voce conta i tempi con te, posizione per posizione, e ti dice cosa fare se arriva la vertigine a metà; e un Manuale illustrato, stampato, arriva a casa per chi preferisce la carta al telefono.
Non è una cura miracolosa, non è un integratore e non sostituisce il medico. Se è la prima volta, se gira tutto il giorno senza un movimento che lo scatena, o se ci sono altri sintomi (mal di testa forte, vista doppia, difficoltà a parlare), prima si va dal medico o al pronto soccorso.
Per il giro che parte nel letto e che gli esami non vedono, è la cosa più vicina ad avere l'otorino in casa — stasera. Costa meno di una visita privata, si paga una volta sola, e se in 7 giorni non fa per te lo restituiscono tutto.
Per il medico: scheda di una pagina con fonti e controindicazioni. Fonti. 1. Bhattacharyya N. et al., Clinical Practice Guideline: Benign Paroxysmal Positional Vertigo (Update), Otolaryngol Head Neck Surg 2017 · von Brevern M. et al., J Neurol Neurosurg Psychiatry 2007. 2. Epley J.M., The canalith repositioning procedure, Otolaryngol Head Neck Surg 1992. 3. Radtke A. et al., Self-treatment of BPPV: Semont maneuver vs Epley procedure, Neurology 2004. Recidive: Brandt T. et al., 2006.
La notte da due anni dormo solo sul lato destro, per il terrore che mi succeda di nuovo.
Sono stata dall'otorino: nessuna manovra, solo le compresse. Miglioramento pochissimo.
Prima ogni 5 mesi, poi ogni 3, ora ogni mese. Andare dall'otorino inizia a diventare oneroso.
Dopo una settimana di inutili pastiglie… due giorni dopo ho fatto due giri di valzer.
Non l'ho detto a nessuno al di fuori della famiglia, perché mi vergogno.
EQUILIBRIOMAGAZINE — note sull'equilibrio, l'orecchio interno e le vertigini — in parole semplici.
Questa nota è contenuto sponsorizzato prodotto dalla redazione del Metodo Terraferma (Academia Creativa). Contiene link a un prodotto proprio. Le citazioni sono commenti pubblici, riportati parola per parola, con il solo nome di battesimo. Contenuto informativo: non sostituisce una visita medica.